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VISITE GUIDATE

Brevi cenni sulla Villa Casati
Attuale sede dell'Amministrazione Comunale e luogo in cui vengono celebrati i matrimoni civili.Essa pare sia stata edificata sul basamento di una antica casa forte facente parte dell'incastellamento dell'antico borgo. Dai resti delle modifiche avvenute nel corso dei secoli si può dedurre che già nel 1500, quando l'edificio trasferì una parte della proprietà del monastero di S. Ambrogio ai nobili Besozzi, siano state eseguite le prime trasformazioni del corpo a sud, mantenendo l'antica corte sino a metà de 1900. Soltanto con il trasferimento di proprietà dai nobili Besozzi ai nobili Casati, avvenuto ai primi del 1800, la casa-forte assunse in seguito a ristrutturazione, le attuali forme di palazzo ottocentesco, adibito ad abitazione di villeggiatura dei suddetti.All'interno vi è un elegante scalone cinquecentesco che porta al piano superiore (attuale sede del consiglio comunale di Cologno Monzese). Le pitture che decorano le varie stanze sia inferiori che superiori, sono datate al 1678, mentre le decorazioni pittoriche delle ante delle porte e dei soffitti e cassettoni sono di gusto settecentesco. Gli stemmi dei Casati ed i fregi che incorniciano le porte si presume appartengano, in gran parte, all'800. Dietro al Palazzo, dicesi, si estendeva un grandioso parco ricco di maestosi alberi ultrasecolari, piante esotiche e superbi cedri del Libano visibili a grande distanza… ora vi è solo un palazzo relativamente recente dove vi hanno sede gli uffici Comunali aperti al pubblico.Curiosità: da questo parco, all'inizio dell'ultima guerra, fu tolto un colossale noce di circa 20 tonnellate che alla base misurava 16 metri di diametro; esso fu oggetto di ammirazione alla Fiera Campionaria di Milano del 1940 esposto allo stand del mobile. Costeggiando Villa Casati, verso nord, si giunge in Via Sormani e relativa Piazza Mentana… recentemente restaurata dove ora sorge un enoteca molto frequentata e l'ingresso a Villa Sormani.

DESCRIZIONE
La villa presenta un impianto ad U, costituito dal corpo di fabbrica principale, allungato in direzione nord-sud, alle cui estremità si innestano due ali più basse, unite tra loro da un muro di cinta con al centro un cancello inquadrato da due pilastri a bugnato, fino a qualche decennio fa coronati da due aquile scolpite in pietra con uno stemma. A nord dell'ala laterale di destra si inseriscono altri corpi edilizi, che definiscono un cortile minore, in origine la corte rustica, e si estendono fino a incontrare la superstite torre medievale, sull'angolo nord-occidentale dell'isolato. L'ala laterale di sinistra reca, invece, sulle coperture un piccolo arco in mattoni su due pilastrini con una campana al centro, forse indizio della presenza di una cappella gentilizia oggi scomparsa.
Il corpo principale, a due piani come le più basse ali laterali, è interessato al piano terra da un portico a tre arcate su colonne binate e al primo piano da cinque finestre, di cui la mediana con balconcino dalla ringhiera in ferro battuto.
Sul portico - coperto, come tutti gli ambienti di rappresentanza, da un soffitto ligneo cassettonato con tracce di decorazione pittorica policroma - si aprono porte incorniciate da quadrature, le quali devono essere state completamente ridipinte e modificate nel XIX secolo, ammesso che non si tratti di un'integrale aggiunta di quel momento, visto che l'apertura centrale sulla parete est è coronata dallo stemma concesso da Vittorio Emanuele II al conte Gabrio Casati.
Sulla testata settentrionale del portico parte lo scalone d'onore, costituito da due rampe parallele in un vano dall'impianto rettangolare, con balaustrata in pietra arricchita da tre statue di amorini, uno semi coricato, gli altri a cavalcioni di un'aquila e con un cesto di fiori sul capo.
Scomparsi gli arredi storici, documentati da una serie di fotografie dell'inizio del XX secolo, le sale di rappresentanza conservano fasce con affreschi tardosecenteschi di ambito lombardo, che corrono lungo le parti alte delle pareti, immediatamente sotto i soffitti a cassettoni, così concepite in origine per lasciare lo spazio per rivestire la parte sottostante dei muri con tappezzerie e arazzi preziosi. Esse sono costituite da quadrature architettoniche con quadri
riportati, tra cui vari paesaggi con edifici in rovina o marine, raffigurazioni personificate delle arti e, in una sala del primo piano, episodi dell'Orlando furioso.

NOTIZIE STORICHE
L'attuale villa Besozzi Casati Visconti di San Vito a Cologno Monzese venne costruita dai Besozzi, probabilmente, nel terzo quarto del XVII secolo, riformando una preesistente casa forte di età medievale, acquistata durante il secolo precedente dal monastero di Sant'Ambrogio di Milano. Un termine ante quem per la collocazione dell'intervento architettonico è, infatti, costituito dalla data 1678, riportata nella decorazione affrescata di una delle sale del primo piano.
Il 18 ottobre 1798, la villa fu venduta a Gaspare Casati, insieme a tutto il patrimonio immobiliare a fondiario posseduto a Cologno dal conte Antonio Besozzi, e, sullo scorcio del secolo successivo, pervenne ai marchesi Visconti di San Vito, a seguito del matrimonio - celebrato il 9 settembre 1891 - tra Roberto Visconti di San Vito e Anna, ultima esponente della famiglia Casati. Essa venne lasciata al Comune di Cologno Monzese, cui appartiene tuttora, nel 1968. Purtroppo, in quel periodo venne distrutto il giardino, sulla cui area sorse un edificio comunale............
maggiori informazioni possono essere consultate sul sito del comune di cologno M.se


Brevi cenni sulla Pieve di San Giuliano
L’influenza dei dominatori longobardi è rintracciabile anche nell’antica pieve di San Giuliano, che reca sulla facciata un’iscrizione che fa risalire la costruzione alla Regina dei Longobardi, Teodolinda, anche se la struttura della chiesa è di stile romanico e non gotico. Le origini cristiane di Cologno mettono in luce che la romana “colonia” è diventata, per la sua importanza, una pieve cristiana nell’alto medioevo, e, molto probabilmente, l’evangelizzazione cristiana è perfino precedente a quella della basilica di San Giovanni in Monza cui la pieve di San Giuliano fu sempre saldamente legata, nonostante l’una fosse di rito ambrosiano e l’altra di rito romano. Difatti la pieve di San Giuliano, fu sempre proclamata “matrice” di tutte le altre chiese delle vicinanze.
Testo scolpito sulla lapide posta sopra il portale d’ingresso alla Pieve:
“Templum hoc Sancto Juliano martyri a pietate Teodolinda e Longobardorum reginae ANNO D I C conditum ab excidio bellico VIX defensum restauratum ANNO MDC digitate olim vetustate nun insigne.
Questo tempio (dedicato) a San Giuliano martire dalla devozione di Teodolinda regina dei Longobardi (fu) fondato nell’anno DIC (599) (e) a stento protetto dalla distruzione bellica. Insigne un tempo per dignità, ora per vetustà, (fu) restaurato nella anno MDC (1600)”.
All’ingresso della chiesa sono poste due splendide acquasantiere, una con al centro un Angelo e l’altra il Buon Pastore. Nella navata centrale vi sono affreschi settecenteschi raffiguranti: gli evangelisti (Matteo, Marco, Luca, Giovanni), i Padri della Chiesa (Gregorio, Ambrogio, Gerolamo e Agostino).
Alle spalle dell’altare è esposta una grande tela (180 x 250) raffigurante una copia dell’Incoronazione di spine del Tiziano.
Le Pievi erano centri di aggregazione comunitaria, erano collocate in luoghi centrali, lungo le vie di traffico e sedi commerciali, rappresentavano un importante ordinamento politico e religioso, avevano un pubblico consiglio e riconoscevano il potere spirituale all’Arcivescovo ed il potere temporale all’organizzazione dei comuni, delle corti (Monza) e del Ducato di Milano.
Il sistema delle Pievi perdurò per tutto il Medioevo ed oltre; difatti il contado di Milano tra il X e il XII sec. contava 11 Pievi. Tra queste la Pieve di San Giuliano da cui dipendevano le comunità di: Tenebianco (presso Sesto), Sesto San Giovanni, Vimodrone, Albairate (S. Maurizio), S. Cristoforo, Baragiola, Colonium aut Colonia Castrum (Cologno Monzese)......
maggiori informazioni possono essere consultate sul sito del comune di cologno M.se
Associazione
Pro Loco Cologno Monzese
Via Milano, 3 20093 Cologno M.se

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